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	<title>Antonio Crialesi - Blog &#187; pd</title>
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		<title>le stagioni non sono più quelle di una volta&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:12:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le uniche parole che riesco ad adoperare è: dissolvimento.
Il Partito Democratico è destinato (pare&#8230;) ad una rapida e Ineluttabile scomparsa politica. E questa scomparsa non dipende dal risultato elettorale di aprile (pur restando sconfitto, il Pd &#8211; se non ricordo male &#8211; si attestò a livello nazionale attorno al 33%&#8230; certamente una bella fetta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le uniche parole che riesco ad adoperare è: dissolvimento.<br />
Il <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">Partito Democratico</a> è destinato (pare&#8230;) ad una rapida e Ineluttabile scomparsa politica. E questa scomparsa non dipende dal risultato elettorale di aprile (pur restando sconfitto, il Pd &#8211; se non ricordo male &#8211; si attestò a livello nazionale attorno al 33%&#8230; certamente una bella fetta di Paese), ma, bensì, da due dati di fatto.</p>
<p>Il primo attiene ai &#8220;gruppi dirigenti&#8221;. Gruppi &#8211; articolati anche nei diversi livelli locali &#8211; allarmati e chiusi nella volontà di non innovarsi e con innesti, il più delle volte, omogenei al preesistente o dal carattere dilettantistico o dal profilo politico discutibile. Direzioni &#8211; ripeto, non solo quella nazionale &#8211; più attente a mantenere se stesse ad un livello di &#8220;galleggiamento&#8221; e visibilità accettabili, in un continuo prendere e mollare temi politici con la consapevolezza di non sedimentare nulla (perché le cose importanti pare che sono lontane e arenate altrove). E così &#8220;all&#8217;ombra&#8221; e carezzevolmente si affrontano temi decisivi riguardanti la libertà e la giustizia e l&#8217;uso delle Forze Armate, si amministra con un po&#8217; di &#8220;carattere&#8221; il poco rimasto di amministrabile e alcuni si pongono a garanzia di qualunque possibile e futura componente o area o refolo di sensibilità&#8230; &#8220;capitani coraggiosi&#8221;. Abbiamo anche <a href="http://www.provincia.milano.it/chi_governa/presidente/index.html" target="_blank">chi</a> vuol solo rappresentare &#8220;quel che c&#8217;è&#8221;&#8230; ma allora si può anche dire che si vuol restare e a qualunque prezzo politico (così il senso di un&#8217;intervista). Altri: &#8220;<em>Altri fanno riunioni più o meno aperte, tutte partecipate solo da quelli importanti, o battezzano organismi tra gente importante, o tengono conferenze stampa rivolte a far sapere, a quelli importanti, come la pensano</em>&#8230;&#8221; (<a href="http://viaggio.ilcannocchiale.it" target="_blank">V.</a>). Altri vivono nell&#8217;iperspazio della politica lontani dalle domestiche faccende di noi terrestri. Vivono assumendosi l&#8217;errore di aver portato un &#8220;riformismo dall&#8217;alto&#8221;, così poco partecipato&#8230; poi cosa faremo? un appuntamento a tema per il congresso? e le leadership?</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;altro dato di fatto. Il fatto è che ci sono i circoli territoriali. I luoghi della partecipazione&#8230; &#8220;il Partito in carne e ossa&#8221;. Ma questo &#8211; quello che dovrebbe essere il Partito nella sua estensione e forza di aggregazione &#8211; non è importante, nemmeno marginale. Semplicemente non conta (&#8230; claque, cartelli). E va detto che questa condizione non è cosa di oggi. È portata in dote come una tara ereditaria (vengo da una delle organizzazioni politiche che hanno dato vita al Pd, conosco di cosa si parla). A questa latitudine (e non credo di sbagliare) si conosce poco di quello che accade e le date, ad esempio quella del prossimo <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/assemblea08/home.htm" target="_blank">20/21.06</a>, esistono solo per pochi &#8220;appassionati&#8221;, quasi dei collezionisti&#8230; Il problema è quello di una fiducia che è diventata piccola. Di una cultura che guarda la politica con ambiguità. Cultura oramai presente nel corpo del Partito e nell&#8217;immaginario politico degli elettori e che rischia di svuotare da dentro organizzazione e ruolo nazionale dell&#8217;odierna opposizione.</p>
<p>Mi lamento. Sarà l&#8217;estate che non vuole arrivare (C. spera che sia questo&#8230; amore paziente). Penso anche che dovremmo fare qualcosa di più per non rovinare tutto e rinunciare ad una idea di futuro (qualcuno la definirebbe &#8220;forte&#8221; ). Certamente c&#8217;è molto di incerto e che fa anche male. Certamente abbiamo subito una sconfitta pesante (&#8230; da romano soffro e molto). Ma oggi è la libertà che è in discussione. La monnezza che non è solo roba che riguarda la Campania. Sono i militari con funzioni di ordine pubblico posti a trattare per conto e nome della democrazia. I 400 morti e più sul lavoro dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. La materialità delle cose comuni della vita che diventa sempre più difficile e priva di opportunità e miglioramento. È l&#8217;aria e un pianeta che non basta&#8230; se non ci si ferma e si cambia modello di sviluppo. È il cibo e l&#8217;acqua che sono beni necessari e sui quali, in modo del tutto inedito (per le proporzioni), si sviluppa l&#8217;azione speculativa del mercato (esattamente come le risorse energetiche quali il petrolio)&#8230;<br />
Un quaderno delle lagnanze. Può darsi. Domande a cui provare a fornire risposte. Anche questo, preferibilmente. Al contrario, su quali sfide dovrebbe misurarsi il Partito Democratico? Attorno agli assetti interni e sulla parzialità delle suggestioni di ognuno&#8230; in particolare, del futuro di una parte abbondante della leadership del Partito?</p>
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		<title>zingari</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 13:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
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Restando a quanto ho scritto in alcuni post precedenti &#8211; in generale riguardanti il Pd, il Centrosinistra, il dopo-elezioni&#8230; &#8211; devo ammettere che provo un profondo senso di vuoto in questo &#8220;dopo&#8221;. Il disagio deriva dal fatto che non trovo più nelle parole della politica una forza (e nemmeno il suo contrario) capace di sostenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-51" title="postzi" src="http://www.crialesi.it/blog/wp-content/uploads/2008/05/postzi.jpg" alt="" width="75" height="75" /></p>
<p>Restando a quanto ho scritto in alcuni post precedenti &#8211; in generale riguardanti il <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">Pd</a>, il Centrosinistra, il dopo-elezioni&#8230; &#8211; devo ammettere che provo un profondo senso di vuoto in questo &#8220;dopo&#8221;. Il disagio deriva dal fatto che non trovo più nelle parole della politica una forza (e nemmeno il suo contrario) capace di sostenere e accompagnare una interpretazione dei fatti del mondo&#8230; e mi rivolgo, in questo caso, alla sola capacità di spiegare. E tra questi &#8220;fatti del mondo&#8221; c&#8217;è <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/14/na_028esplode.html" target="_blank">Ponticelli</a> con la sua carica di odio razziale, l&#8217;incultura xenofoba di una folla codarda e marginalizzata e il fatto strumentale di un governo che mostra muscoli e denti così come promesso&#8230; maneggiando male gli umori sprigionati dal fuoco. Ma Ponticelli è anche qualcosa d&#8217;altro. Diventa lo spazio dove è misurabile la trasformazione di una parte consistente della cultura democratica e di sinistra del Paese. Misura che tiene conto anche delle parole pronunciate dal sindaco <a href="http://www.comune.salerno.it/client/scheda.aspx?scheda=730&amp;stile=7&amp;ti=1" target="_blank">V. De Luca</a> la scorsa settimana alla trasmissione <a href="http://www.annozero.rai.it" target="_blank">Annozero</a>: un richiamo alla &#8220;sicurezza&#8221; e all&#8217;efficienza del fare che, rumorosamente, guarda ai propri intestini (voti ed elettorato senza anima) e copre civiltà, democrazia e comprensione del mondo&#8230; di &#8220;impresari della paura&#8221; parlava in quella sede <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0" target="_blank">S. Rodotà</a> (la <a href="http://www.annozero.rai.it/category/0,1067207,1067115-1078559,00.html" target="_blank">trasmissione</a>, per chi non avesse visto). Proviamo a cominciare da qui. Per il <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">Partito Democratico</a> non è un tempo marginale e scarso d&#8217;avvenimenti. C&#8217;é &#8220;materiale&#8221; per iniziare a costruire una visione sociale, culturale e civile del Paese e, da questa, identità politica, novità e finalmente proposta. Sarà un lavoro duro&#8230; credo. Duro perché, davanti ad un mondo diverso e lontano, la risposta non è l&#8217;eloquio della ronda o il silenzio sbiadito che assumiamo nel sentire i suoi passi&#8230; che sia Ponticelli o <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/06/290.html" target="_blank">Verona</a> o altro ancora.<br />
Chiudo con queste parole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ciotti" target="_blank">L. Ciotti</a> pubblicate (per intero) <a href="http://www.articolo21.info/libera.php?id=6756" target="_blank">qui</a>:<br />
Cara signora, ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi &#8230; <strong>Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare</strong>&#8230;</p>
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		<title>a quando una discussione vera?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parla e si scrive che abbiamo perso queste ultime elezioni perché non siamo arrivati alla &#8220;pancia e alla testa&#8221; del Paese. Non siamo riusciti a formulare e trasmettere la nuova e nascente identità e cultura politica. Senza dubbio è una sconfitta elettorale profondissima. Ma oggi da dove partire?
Direi di cominciare partendo dalla partecipazione. Dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla e si scrive che abbiamo perso queste ultime elezioni perché non <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">siamo</a> arrivati alla &#8220;pancia e alla testa&#8221; del Paese. Non <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">siamo</a> riusciti a formulare e trasmettere la nuova e nascente identità e cultura politica. Senza dubbio è una sconfitta elettorale profondissima. Ma oggi da dove partire?<br />
Direi di cominciare partendo dalla partecipazione. Dal comune, allargato ed esteso confronto politico (non solo impegnato sulla misura della sconfitta elettorale&#8230; fermo restando &#8220;una certa&#8221; e non rimandabile necessarietà). Direi di cominciare con il dare al <a href="http://www.partitodemocratico.it">Pd</a> (ed era/è nel suo dna nascente) un progetto ben capace di addentrarsi nel territorio-Paese, interpretandolo&#8230; dandogli voce (anche speranza). Direi di cominciare con l&#8217;adottare un nuovo lessico. Più libero e aperto e affatto retorico (molto dobbiamo ancora capire di questa ultima campagna elettorale). Più capace di rendere protagonisti e protagoniste le centinaia di migliaia di cittadine e cittadini che, in questo periodo di nascita e formazione del <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">Pd</a>, hanno voluto e vogliono una politica diversa, vicina e dentro il loro sentire. Un sentire che potrebbe incontrare nel <a href="http://www.partitodemocratico.it" target="_blank">Pd</a> una risorsa reale perché capace di interpretare le aspettative e i problemi delle persone altrttanto reali.<br />
Direi anche di tornare a guardarci negli occhi. E per prima cosa e coraggio (maturità?) parliamo di metodo e democrazia perché non si può continuar a decidere senza alcun confronto politico: liste, governo ombra, gruppi (e questo solo in cima alla scala). Per cambiare il Paese per prima cosa cambiamo noi stessi e la nostra cultura. Altrimenti nessuna idea e progetto nuovo sorgerà da queste grandi difficoltà e sfide.</p>
<p>PS_ qualcuno ricordi a D. Franceschini che le odierne parole &#8220;buone&#8221; espresse dal Presidente del Consiglio hanno lo stesso, ed immediato, valore dei programmi strappati&#8230; non è sempre necessario parlare perché passa un microfono e/o una telecamera.</p>
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		<title>tutti amici</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 14:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti amici. Un prosaico volemose bene così come, tra il bonario e il ritorno di fiamma di una certa grinta girovaga ed efficientista, è auspicato in queste ore da alcuni leader locali. Per il Pd non credo che sarà così. Non credo che sarà possibile, qui come altrove, accettare la comunione delle responsabilità condivise quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti amici. Un prosaico <em>volemose bene</em> così come, tra il bonario e il ritorno di fiamma di una certa grinta girovaga ed efficientista, è auspicato in queste ore da alcuni <a href="http://www.pd.fvg.it" target="_blank">leader locali</a>. Per il Pd non credo che sarà così. Non credo che sarà possibile, qui come altrove, accettare la comunione delle responsabilità condivise quando si offriva, pochissimi mesi addietro, l&#8217;ineluttabilità, per così dire, delle procedure direttive e un po’ verticistiche. Come non sarà accettabile alcun richiamo a gettare sguardi e cuori verso il futuro così da impedire ogni piena e realistica considerazione dell&#8217;oggi. Il Pd è anche casa nostra e per il Paese è una risorsa ed una alternativa. Sono validi motivi per rifiutare gli artifici o i trucchi retorici dell&#8217;odierno fasullo invito a partecipare e a condividere. Sono più che validi motivi per dare luogo al quel processo di innovazione della politica che era nelle corde del progetto di Partito. Insomma, trattiamoci meglio e adoperiamo parole e fatti dal valore concreto per un Partito che, altrettanto concretamente e con una nuova generazione politica, guarda al Paese futuro dal campo del Centrosinistra e del riformismo.</p>
<p>Anche&#8230; <em>perché la cattiva politica inquina / è come una multi-nazionale in Cina</em>&#8230; richiamando e cambiando la frase di una canzone di <a href="http://www.ascaniocelestini.it" target="_blank">A. Celestini</a>.</p>
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		<title>tolleranza zoro</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 07:57:12 +0000</pubDate>
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di Diego Bianchi, filmato publicato il 24/04/2008 all’interno del suo blog
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<p>di <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508021" target="_blank">Diego Bianchi</a>, filmato publicato il 24/04/2008 all’interno del suo <a href="http://zoro.blog.excite.it" target="_blank">blog</a></p>
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		<title>come? ripartire&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 08:33:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://blog.alessandrotesini.it/?p=1144" target="_blank">parole</a> possono riempire, coprire o &#8211; avvolte, forse perché necessario &#8211; lenire (anche facendo finta). Sulla sconfitta del Pd&#8230; si perde per molti motivi (la politica doverosamente destinerà tempo, luoghi e modalità di confronto). Ma bisogna non negarsi. E allora in questa sede si può accennare che si perde perché non si rappresenta alcuna novità (non dico rottura culturale o politica). Si perde perché la visione offerta è stata piatta e all&#8217;ombra dei rilanci del Centrodestra (F. Rutelli &#8211; sul tema della sicurezza a Ballarò poco prima del voto di ballottagio &#8211; annaspava in visioni orwelliane&#8230; e non voglio scrivere di questa scelta e, più in generale, del programma). Si perde perché non è un&#8217;allegra canzone di Jovanotti dove tutto può stare assieme e così &#8211; in una inutile e fasulla scorciatoia &#8211; mettiamo il sopravvissuto della Thyssen Group, un prefetto manesco, qualche rampollo di un management imprenditoriale assistenziale&#8230; e poi donne, una spruzzata di call-center e altre diversità più o meno assortite. Si perde perché il Pd non esprime futuro (anche corto e a buon mercato). Perché è stato percepito bloccato e (politicamente) cetuale come il Paese che gli sfugge&#8230; mentre &#8211; ad esempio &#8211; le <a href="http://www.nicolazingaretti.it" target="_blank">novità positive</a> correvano con sfondo paesaggi da provincia romana.</p>
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		<title>in attesa della giunta</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 11:19:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alessandro ieri scriveva: &#8230; la composizione della giunta registri i movimenti rapidi e profondi di questa società udinese &#8230;
Concordo e aggiungerei che &#8211; constatati i risultati complessivi del Centrosinistra (parlo del Paese) &#8211; le scelte di oggi si caricano di responsabilità inedite e ben più gravose: diventare laboratori politici da cui ripartire (constatata l&#8217;esiguità degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrooria.it" target="_blank">Alessandro</a> ieri <a href="http://www.alessandrooria.it/?p=35" target="_blank">scriveva</a>: &#8230; l<em>a composizione della giunta registri i movimenti rapidi e profondi di questa società udinese</em> &#8230;<br />
Concordo e aggiungerei che &#8211; constatati i risultati complessivi del Centrosinistra (parlo del Paese) &#8211; le scelte di oggi si caricano di responsabilità inedite e ben più gravose: diventare laboratori politici da cui ripartire (constatata l&#8217;esiguità degli spazi rimasti). Laboratori dove fondare e tenere insieme buon governo e partecipazione effettiva, sviluppo e crescita produttiva, nuove socialità e senso della comunità&#8230; ma anche sedi dove recuperare la passione per la politica e la voglia &#8211; coraggiosa e così contemporanea &#8211; di cambiare. Dove riavvicinarsi al Paese interpretandolo e restituendogli futuro&#8230; senza rinunciare a recuperare le enormi disparità, difficoltà ed ingiustizie che lo segnano deprimendolo. Dove, più sentitamente, le scelte dell&#8217;oggi nascono &#8211; tornando anche all&#8217;esortazione di <a href="http://www.alessandrooria.it" target="_blank">Alessandro</a> attorno alla formazione della Giunta &#8211; con la forza di parole nuove, non esitanti e spente in un linguaggio sconfitto dai fatti dell&#8217;oggi. Più chiaramente, un linguaggio appartenente ad una politica perennemente riciclata e rigenerata e che guarda separatamente a se stessa e non al bene sociale e comune, in questo caso, della città.</p>
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