note udinesi
La pratica della democrazia in un partito è cosa seria. Tanto più se il partito in questione si chiama Partito Democratico. Il Pd udinese è nell’affanno di trovare una “quadra” attorno ad una/un possibile candidata/o alla segreteria cittadina. Questo dopo alcuni strappi e difficoltà politiche (di scarso conto… se riflettiamo su i già ampi problemi che affliggono il Pd). Questo mentre il Partito – nella sua organizzazione e diffusione cittadina – sembra sgonfiarsi depresso e pigramente su se stesso
“Bella politica” e passione civile paiono esclusività di strettissimi giri di “gente ben introdotta”… manco fossimo al Billionaire o da B. Vespa! Dai temi nazionali ed europei a quelli più direttamente e geograficamente locali ci si muove non curando, sottovalutando e discriminando la partecipazione. G. Bettini scrive: “Non fermiamoci adesso”. Esorta a guardare oltre i rischi delle vecchie categorie, dei vizi antichi. Ma dice anche: … “In questo senso avverto l’urgenza di facilitare l’ingresso nei nostri circoli; di dare la parola agli iscritti; di chiamarli a decidere; di mescolare le appartenenze in un confronto veramente democratico; di sradicare filiere di comando che partono dal centro e vanno giù per i rami fino all’ultimo comune italiano; di aprirsi alla ricerca culturale, alla battaglia delle idee, alla formazione delle nuove generazioni.” …
Bene. Se crediamo alla genuinità e al senso di quanto appena citato, cominciamo e cominciamo subito. Da ora. Incominciamo inaugurando un confronto veramente largo, partecipato e democratico. Un confronto capace di ridisegnare – nel nostro particolare – impianto, strategia, autonomia e ruolo politico del Partito udinese superando sia gli schemi freddi dei “corporativismi” interni, sia la semplificazione dei nomi salvifici, sia la concezione – del tutto sbagliata – di una Assemblea cittadina autosufficiente e a rischio di isolamento. E un lavoro difficile. Difficile come le sfide che ci aspettano o che già incontriamo. Difficile come le domande da interpretare e le risposte da fornire. E un lavoro che spetta a tutti. Di tutti. Un fatica che non separa la strada che porta alla nomina di una/un segretaria/o cittadina/o da quella, più ampia e generale, di partecipazione alla definizione della missione e della visione riformista del soggetto politico Pd… idee nuove, più giuste, possibili, sensibili e aperte al mondo e al suo futuro.
Ps_ nel mentre… alcune dichiarazioni di oggi relative all’Assemblea in corso sono sembrate un voler frenare se non un desiderio di tornare in dietro.
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Giugno 2008
in-sicurezze

Diego Volpe Pasini è ad oggi proposto consigliere delegato al “Rapporto con i cittadini in materia di sicurezza”. Così è stata la scelta politica del Sindaco della città di Udine. Delega incaricata da F. Honsell in data 19.05 in sede di presentazione al Consiglio comunale delle linee programmatiche del lavoro di Giunta.
La delega a Diego Volpe Pasini di Sos Italia (delega, ripeto, al Rapporto con i cittadini in materia di sicurezza) è una decisione politica sbagliata e dal significato sociale pesante.
Decisione sbagliata:
- perché distante da quell’insieme di “valori di civiltà”, richiami alla “responsabilità”, ad una “cultura solidale” e alla “consapevolezza” di un orizzonte di “convivenza attiva” enfatizzati nel programma elettivo del neo-Sindaco (programma condiviso ed abbracciato dalle forze politiche che hanno sostenuto la sua candidatura);
- perché genera confusione spaventata e ipocrita attorno al tema della sicurezza agganciando – tale materia – non tanto al tema serio, delicato e del tutto inedito nelle forme dell’odierna incertezza sociale e materiale (lavoro, ridotta emancipazione, partecipazione, ambiente, prospettive vitali…), ma alla crudità di una cultura dell’intolleranza razziale, religiosa e xenofoba (il sito di Sos Italia è un abbecedario linguistico e contenutistico abbastanza esplicativo… nel post precedente parlavo di “impresari della paura” citando una frase di S. Rodotà);
- perché ridisegna più a destra parte della natura e della proposta politica della Giunta di Centrosinistra scatutita dalla competizione elettorale (altro ha garantito scelte, partecipazione e il buon esito di queste ultime elezioni cittadine).
Scelta, infine, sbagliata quella della delega al Rapporto con i cittadini in materia di sicurezza perché, tra le altre cose, pone immediatamente in evidenza difficoltà politiche e valoriali – certamente non solo generali, ma anche locali – del Centrosinistra e del suo maggiore partito: il Pd. Il futuro dell’innovazione della politica non si definisce con il vuoto dei silenzi imbarazzati, con giustificazioni pasticciate, con le spallucce e i pannicelli o speranze riposte in un domani dalla corta memoria. Questo non è futuro, ma roba vecchia e già conosciuta: secondarietà miope di un’ordinaria amministrazione e interpretazione della politica… il tempo scandito dai risultati elettorali generali avrebbe dovuto aiutarci a fare altro.
Vedremo.
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Maggio 2008
ora iniziamo davvero
La Giunta comunale si è formata e comincerà ad avviare i lavori che le competono. Avevo scritto dei disagi politici che, in casa Pd, stavano alla base di tale processo di formazione. Disagi mossi da visioni lontane e da altrettanto lontane composizioni della politica. Roba vecchia e non più rispondente al nuovo scenario emerso dal contesto elettorale ultimo (sia guardando al Paese, per la drammaticità del risultato del Centrosinistra… sia guardando ad Udine, dove lungimiranza e coraggio ripagano il Centrosinistra cittadino con una più forte autorevolezza e una immediata e pesante spendibilità nei pesi politici a carattere regionale). E così diventa utile, per alcuni, imparare a leggere le novità e a partecipare con maggiore lucidità ai cambiamenti della politica. Capire quando non ostacolare… essere in grado di contribuire o fare altro o tacere (che è sempre un’ottima virtù… a cui dovrebbe guardare anche parrte della stampa locale). Ma questo è un altro tema e non riguarda la nuova Giunta della città di Udine. Giunta dove il Pd, al netto di tensioni ad oggi del tutto marginali, conferma scelte importanti e qualificate come quella rappresentata dal Vice sindaco Vincenzo Martines (la delega al bilancio sociale sarà una notevole sfida per la partecipazione) e, nello steso tempo, esprime novità quasi assolute e significative come quelle del neo Assessore alla Mobilità Enrico Pizza. Partiamo da questo insieme di risultati per misurare con nuovi strumenti la politica (dove, altrimenti, essa trova espressione e sviluppo?). Troviamo parole e azioni nuove e in grado di costruire una grande esperienza di governo cittadino. Ritroviamo un pensiero forte e lungo per rinnovare la politica, per incontrare il futuro, per inventare nuove e più dirette forme di partecipazione… per costruire un grande Pd, un grande partito, una grande esperienza riformista per la città di Udine, il Paese e il Centrosinistra.
Buon lavoro al Sindaco e alla Giunta.
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Maggio 2008
sensibilità
Un risultato importante può caricarsi di difficoltà. Questo da una parte, parlando della formazione della Giunta comunale (del resto si tratta di responsabilità pubbliche e, di conseguenza, ci vuole il giusto tempo e senso delle cose). Ma il Pd locale va oltre e allunga il passo. E così restituisce al suo elettorato (oltre il 21% del voto cittadino) una regia zoppa perché qualcuno – pare e con modalità personali e affatto collegiali – decide che la formazione della Giunta deve tener conto in primo luogo delle sensibilità politiche e spirituali di parte della maggioranza del Centrosinistra udinese. Ci mancherebbe! Nessuno di noi è insensibile alle sensibilità. Ma le attese sono diverse. Sono aspettative che guardano ad un buon governo locale attraverso una forte e competente amministrazione. Aspettative che vogliono restituire alla politica gambe forti e capaci di camminare assieme alla cittadinanza… forse anche di appassionarla, certamente di invitarla ad interpretare, guidare, sostenere e determinare in modo partecipato le scelte… guardare al futuro in modo maturo, “magari migliore”. Ma qualcuno a Udine pare decidere che la politica si può forzare anche per una questione di quote di sensibilità e rappresentanze oramai incomprensibili. Modalità sbagliata, superata dai fatti e distante dalle persone (queste elezioni! Roma!). Decisione così tanto sbagliata che i risultati sono già oggi visibili nell’ipotesi di Giunta. Ipotesi che vede il ruolo del Pd, stando alle notizie quotidiane, fortemente ridimensionato nella partecipazione e nella qualità degli incarichi in via di assegnazione (se escludiamo la proposta relativa al vice sindaco).
Dobbiamo costruire, ripartire e rinnovare… mi sembra utile cominciare da qui.
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Maggio 2008
in attesa della giunta
Alessandro ieri scriveva: … la composizione della giunta registri i movimenti rapidi e profondi di questa società udinese …
Concordo e aggiungerei che – constatati i risultati complessivi del Centrosinistra (parlo del Paese) – le scelte di oggi si caricano di responsabilità inedite e ben più gravose: diventare laboratori politici da cui ripartire (constatata l’esiguità degli spazi rimasti). Laboratori dove fondare e tenere insieme buon governo e partecipazione effettiva, sviluppo e crescita produttiva, nuove socialità e senso della comunità… ma anche sedi dove recuperare la passione per la politica e la voglia – coraggiosa e così contemporanea – di cambiare. Dove riavvicinarsi al Paese interpretandolo e restituendogli futuro… senza rinunciare a recuperare le enormi disparità, difficoltà ed ingiustizie che lo segnano deprimendolo. Dove, più sentitamente, le scelte dell’oggi nascono – tornando anche all’esortazione di Alessandro attorno alla formazione della Giunta – con la forza di parole nuove, non esitanti e spente in un linguaggio sconfitto dai fatti dell’oggi. Più chiaramente, un linguaggio appartenente ad una politica perennemente riciclata e rigenerata e che guarda separatamente a se stessa e non al bene sociale e comune, in questo caso, della città.
Pubblicato da antonio
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Maggio 2008
questo è nella città…

Il Risultato per la città di Udine è stato un successo straordinario (soprattutto in relazione ai risultati elettorali che hanno segnato le forze riformiste e di sinistra del Paese e, in modo più ravvicinato, della Regione). Successo, comunque, non inaspettato o improvviso, ma giustamente meritato perché rappresentativo di un lungo e proficuo lavoro politico e amministrativo del Centrosinistra locale. Questo è nella Città. Nel Paese non è stato così. La prospettiva e – più significativamente – il progetto politico e culturale rappresentato dal Pd non è riuscito nell’intento di dare altra misura alla sconfitta subita. Ora – e posti davanti a quanto accaduto – diventa necessario ribadire il nostro impegno e il nostro contributo. Impegno e contributo che devono trovare spazi concreti dentro un Partito altrettanto concreto e capace di guardare oltre le tracce “leggere” dei “momenti fondativi” ed elettoralistici interni… spazi che dovranno dare luogo ad un lavoro e ad una “obbligazione democratica, politica e culturale” realmente capace di dare gambe, testa e – lasciatemelo dire – cuore al progetto di cambiamento che abbiamo intrapreso. Credo necessario avviare e sostenere localmente – e fin da subito – l’adesione al confronto politico che già attraversa e attraverserà il Partito nel prossimo periodo (adesione che – spero – diffusa e radicata e aperta al territorio cittadino). Confronto che dovrà tenere stretto il tema dei risultati complessivi della stagione elettorale appena conclusasi e, contemporaneamente, quello della promozione di un sentimento politico in grado di guardare e parlare al Paese futuro (senza autoreferenzialità, conservatorismi o protezionismi interni, ma con grande discontinuità e novità!). Un confronto che (spero!) dovrà chiamare donne e uomini ad una inedita responsabilità soggettiva e collettiva attraverso la passione per l’impegno civile, sociale e politico. Pertanto, auspico un qualcosa di più di uno uno stretto dibattito attorno ad una analisi post-elettorale (dibattito sbrigativo e magari anche dal carattere riparatore interno). Ma l’avvio, finalmente, di quella “Politica Nova” che, fin dalla stagione de l’Ulivo, abbiamo ricercato e con volontà abbiamo realizzato attraverso la nascita del Pd. Un partito che potesse ridisegnare la forma e la sostanza della partecipazione attraverso una nuova grammatica e, soprattutto, una nuova cultura della politica… che ci aiuti (anche!) a guardare con più determinazione e coraggio al campo del riformismo europeo e alla cultura e che lo sostiene. Questo è quello che ci aspetta. Sarà un lavoro certamente difficile, ma che dovrà essere realizzato in modo reattivo ed esatto partendo dagli avvenimenti accaduti. Un lavoro che non dovrà permettere il vanificarsi o la volgarizzazione dello sforzo fin qui intrapreso: la nascita e il primo cammino del Partito Democratico. Pertanto, salutandovi e rinnovando le mie congratulazioni per il risultato conseguito nella città di Udine, chiedo che presto si dia pieno spazio ad un confronto – come già dicevo – diffuso, radicato, maturo e in grado di sostenere il lavoro di costruzione e, contemporaneamente, di opposizione che ci aspetta nel Paese e che già ci chiama ai nostri impegni.
PS_ quando parleremo di Congresso?
Buon lavoro al Sindaco e alla Giunta.
(email inviata oggi)
Pubblicato da antonio
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Aprile 2008




















