— ANTONIO CRIALESI

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Sinistra Ecologia Libertà di Udine chiede che, relativamente alla questione dell’eliminazione della settimana corta presso le scuole della città causa mancanza di fondi economici a copertura dei servizi di sostegno per il tempo lungo, sia avviato da parte del Comune un tavolo di ascolto aperto alle famiglie e alle istituzioni scolastiche dove accogliere e condividere i molti problemi e disagi causati dalla scelta prima richiamata.
Sede politica ed istituzionale, quella del tavolo proposto, non solo rivolta a prendere atto della grave situazione creatasi, ma dove ricercare soluzioni per sostenere le famiglie nella riduzione effettiva della di qualità e quantità del tempo scolastico e nel purtroppo ovvio aggravio economico che, conseguentemente all’eliminazione del tempo lungo, inciderà i bilanci familiari (bilanci già fortemente condizionati dall’attuale fase economica).

Infine, Sinistra Ecologia Libertà guarda con preoccupazione il cortocircuito in atto tra il Comune e le organizzazioni sindacali della scuola attorno alla questione della definizione degli istituti comprensivi.
Pertanto, sollecitiamo le istituzioni comunali ad assumere una maggiore capacità di coinvolgimento e condivisione progettuale così da promuovere – assieme ai sindacati – una più responsabile partecipazione riguardante le scelte sulla qualità del servizio scuola offerto e i livelli occupazionali.

(Comunicato stampa relativo a ad alcune scuole cittadine in cui è annunciato che per l’anno scolastico 2011/12 – e per i nuovi iscritti – verrà meno la settimana corta. E quindi il sabato libero per gli alunni. Comunicato riguardante, inoltre, le proteste della CGIL e della UIL su come il Comune ha proceduto nel lavoro di definizione degli istituti comprensivi)

P20110125A

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SEL è sempre stata favorevole alla creazione di sinergie tra i due atenei della Regione sulla base dalla convinzione che il Friuli Venezia Giulia necessita e merita un sistema universitario europeo e coordinato – pur nelle diverse specificità e autonomie dei due atenei – in grado di sostenere e valorizzare la ricerca, la formazione universitaria, assicurando garanzie e opportunità di studio, le capacità e i meriti. In questo, il ruolo degli Erdisu, costituzionalmente previsto, è fondamentale.

Per questo ci chiediamo: la soluzione della Fondazione per la gestione di un Erdisu unico degli atenei di Udine e Trieste su quale studio o valutazione oggettiva si basa? Come risponderà per esempio del fatto che Udine e Trieste hanno situazioni differenti e richieste di servizi non identiche, con Udine che ha più studenti pendolari e meno fuori sede e Trieste viceversa? La Fondazione proposta rappresenta uno strumento teso a migliorare l’offerta dei servizi e il mantenimento dei diritti degli studenti? Oppure, come crediamo, rappresenta solo una giustificazione ai tagli ai servizi e alle politiche di sostegno al diritto allo studio, con il rischio di impoverire l’offerta delle università della regione, già fortemente penalizzata e sofferente per la crisi economica e occupazionale in atto? E inoltre che ne sarà delle garanzie occupazionali del personale dei due Erdisu?

Come SEL, per mezzo del consigliere del comune di Udine Federico Pirone – presidente della commissione Cultura e Istruzione –, chiediamo che la città di Udine, come del resto quella di Trieste, venga da subito coinvolta e non sia considerata come un mero soggetto destinatario ed esecutore di indirizzi. Il suo coinvolgimento può essere garanzia del diritto allo studio, delle esigenze di un’intera comunità e dell’Univesità stessa, istituzione fondamentale di questo territorio fin dal terremoto del 1976.

(comunicato stampa scritto assieme a Federico Pirone)

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