— ANTONIO CRIALESI

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fine vita

La scelta assunta a larga maggioranza dal Consiglio Regionale del Fvg di non concedere i contributi economici previsti in ambito regionale al film del regista Marco Bellocchio “Bella addormentata” è un fatto grave dai chiari intenti censori ed ideologici.

Un atto di così grave spessore che interviene pesantemente nella sfera della libertà civili e democratiche come in quelle, restando in oggetto alla questione, dell’espressività creativa e della ricerca intellettuale e filmica.

Un fatto grave, ripetiamo, sorretto da un atteggiamento morale e culturale che rischia – ancora una volta su questa vicenda – di manipolare i diritti fondamentali della persona attraverso un uso distorto e confessionale dei temi del fine vita.

Un atto politico preoccupante, infine, perché pone non eludibili quesiti sulla capacità di parte del Centrosinistra regionale – visto il voto bipartisan – di saper essere finalmente interprete e voce di un Paese civile, laico e di diritto.

(comunicato stampa)

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Apprezziamo la volontà di dialogo del Pd, partito di maggioranza relativa, attraverso le parole espresse oggi del segretario cittadino Giacomello: ci aspettiamo che questo atteggiamento possa trasformarsi in un metodo virtuoso per il futuro di questa città. Siamo forza di maggioranza e siamo sempre stati interessati affinchè con il Pd ci sia un dialogo reale e costruttivo per il bene della città. Su questa vicenda, se ci fosse stato un maggiore ascolto dei punti di vista, si sarebbe potuto trovare una soluzione matura e rispondente ad un sentire diffuso della cittadinanza, fermo restando che la soluzione proposta dal Pd non poteva riscontrare il nostro favore per le motivazioni già ampiamente espresse nei giorni scorsi.

(comunicato stampa scritto insieme a Federico Pirone e pubblicato anche in sinistraecologialibertaudine.it)
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Gli avvenimenti di ieri, relativi alla mozione presentata dal consigliere Federico Pirone (SEL) avente per oggetto la predisposizione del Registro comunale per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà, non rappresentano una mera divisione delle forze politiche che compongono il Centrosinistra cittadino o un contrasto interno alla maggioranza in Consiglio comunale ma invece una distanza e una divisione di una parte della politica e dell’Amministrazione cittadina dalla città di Udine.

La scelta espressa dal Pd, attraverso l’emendamento predisposto dai consiglieri Cinzia Del Torre, Claudio Freschi e Agostino Maio, di istituire un «Registro dei notai» (istituzione ancora da concordare con l’ordine dei Notai della provincia di Udine affinché lo stesso possa raccogliere private dichiarazioni) è una porta sbattuta in faccia a tutta la cittadinanza che con umanità e coscienza civile ha saputo affrontare la vicenda di Eluana Englaro e che con grande maturità ha, in questi anni, sostenuto in maniera costante la proposta di istituzione del Registro comunale del Testamento Biologico.
Scelta che è stata una sostanziale fuga dalle responsabilità politiche, con la paura di votare contro ad una mozione – quella presentata dal consigliere Federico Pirone (SEL) – in grado di assegnare al Comune la funzione legittima di garante del principio secondo cui ogni cittadino, sui temi del fine vita, possa liberamente scegliere.
Scelta, inoltre, che ha fatto pagare alla cittadinanza divisioni interne al Pd cancellando, in questo modo, l’aspirazione di coloro che oggi credono nel coraggio della politica e nell’impegno delle istituzioni verso la promozione di un civismo laico, partecipato e fondato sulla pratica dell’ascolto della cittadinanza.

Crediamo che si sia persa un’occasione. L’occasione di riconoscere nelle persone responsabilità, consapevolezza e maturità. Soprattutto, l’opportunità di non dividere più ipocritamente e falsamente l’opinione pubblica tra chi è pro-vita e chi è per la morte. Sinistra Ecologia Libertà sosterrà sempre nelle istituzioni il «principio secondo cui ogni cittadino possa liberamente scegliere come e quando morire, come, del resto, vivere e convivere, scegliere il proprio compagno o la propria compagna, scegliere come esprimere la propria vitalità affettiva e sessuale e, così, il proprio tempo».

(comunicato stampa scritto insieme a Federico Pirone e pubblicato anche in sinistraecologialibertaudine.it)
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Chi non accetta il principio della libera scelta non vuole un dialogo e un confronto, ma impedire che i cittadini possano, su questioni così importanti, decidere ascoltando la loro coscienza.

Nessuno nega che sui temi etici ciascuno possa esercitare la propria libertà, ma i politici e gli amministratori, in consiglio comunale come in Parlamento, devono, per una funzione laica e pubblica che essi rappresentano, essere garanti del principio secondo cui ogni cittadino possa liberamente scegliere (perché non più si ripeta una vicenda come quella che ha riguardato Eluana Englaro), come e quando morire, come, del resto, vivere e convivere, scegliere il proprio compagno o la propria compagna, scegliere come esprimere la propria vitalità affettiva e, così, il proprio tempo.

Tra uno stato etico e la libera scelta noi siamo per la seconda: siamo per un consenso responsabile e informato, maturo e consapevole. Rifiutando derive mediatiche e sociali di chi, in modo fuorviante, divide l’opinione pubblica tra chi è pro-vita e chi è per la morte.

La Chiesa, come qualsiasi forza sociale e religiosa, ha il diritto di esprimere la propria posizione: ci sono molti cattolici però che, a differenza delle alte gerarchie ecclesistiche e di politici compiacenti, hanno ben compreso che il principio della libera scelta non è in contrasto con l’affermazione dei propri valori confessionali, perché solo nella libertà di scelta si possono confrontare le diverse posizioni.

Infine, ci auguriamo che parte delle forze della maggioranza di centrosinistra in Consiglio Comunale finalmente chiariscano le loro posizioni e decidano da che parte stare. Superando, così, le attuali posizioni di solo equilibrio e non di ascolto della società civile udinese. Noi con la nostra mozione gliene forniamo l’occasione.

(comunicato stampa scritto insieme a federico Pirone e pubblicato anche in sinistraecologialibertaudine.it)
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