In relazione al progetto di costruzione di una centrale a biomasse in località Paderno (Udine), Sinistra Ecologia Libertà ha chiesto (in data 20.08) di incontrare l’assessore dr. Lorenzo Croattini al fine di ricevere informazioni generali sull’impianto in attesa di realizzazione.
Incontro richiesto, inoltre, per acquisire dati specifici su eventuali analisi di impatto ambientale in possesso del Comune (vista la stretta concomitanza con aree residenziali e scolastiche) e di necessità dell’opera stessa in termini di ricaduta pubblica e collettiva per la città di Udine.
(comunicato stampa)
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SEL prende atto positivamente del tono cordiale e, soprattutto, costruttivo che ha contraddistinto l’incontro tenutosi ieri sera (29.07.2011) con il Partito Democratico relativo alle scelte di voto maturate in fase di adozione del PRGC (appuntamento che ha visto la partecipazione dei coordinatori provinciali di entrambi i partiti).
Sfondo favorevole che ha permesso lo svolgimento di un confronto dove, pur con le criticità emerse in queste ore, non sono state poste in discussione adesione alla maggioranza e sostegno alla Giunta cittadina.
Confronto che non ha semplicemente rinsaldato la partecipazione all’alleanza di Centrosinistra, ma che ha fatto emergere la necessità condivisa tra i partecipanti di riavviare più attenti canali comunicativi e, cosa maggiormente rilevante, incentrato la discussione politica attorno al valore di una responsabilità propositiva e progettuale concretamente condivisa tra forze di maggioranza sulle scelte che riguardano il governo e lo sviluppo della città di Udine.
(comunicato stampa)
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In relazione a quanto riportato dalla stampa di quest’oggi (Mv. del 27.07) sulla scelta di astensione assunta da SEL in sede di adozione del PRGC, si rendono indispensabili alcune note di chiarimento.
La prima riguarda il ruolo di SEL in seno al Centrosinistra di palazzo d’Aronco. Ruolo che resta di piena adesione a tale alleanza politica e che, in modo conseguente, non pone in discussione il sostegno alla Giunta comunale di Udine.
Sostegno espresso sempre con lealtà e trasparenza. Lealtà e trasparenza che non possono talvolta sottrarci, come sulla vicenda del PRGC, dalla responsabilità di manifestare perplessità e criticità.
La seconda riguarda la democrazia e la politica delle alleanze. Democrazia e politica interne al Centrosinistra cittadino che dovrebbero trovare porto sicuro nel rispetto reciproco e non, come purtroppo si legge quest’oggi a riguardo di SEL e del suo consigliere Federico Pirone, essere dimenticate per ridurre gli alleati a soggetto intollerabile per i suoi atteggiamenti e, come se non bastasse, in spasmodica ricerca di visibilità. Soggetto da ricondurre dentro un non meglio precisato steccato.
SEL non si riconosce in tali toni e contenuti comunicativi e respinge questo livello di definizione dei rapporti interni alla maggioranza.
Le regole della democrazia e della politica non devono mai essere utilizzate per allontanare, stigmatizzare o peggio insultare, semmai per facilitare il riconoscimento e il reale coinvolgimento di tutti i soggetti e, in relazione alla dimensione istituzionale dei molti attori, fondarsi sulla pratica del confronto e su un più alto senso di responsabilità pubblica e civile.
SEL auspica che dall’incontro con il Partito Democratico cittadino possa prodursi una nuova e ritrovata capacità di dialogo e collaborazione per la «Udine che verrà». Rifiutando, per maturità politica e senso del bene comune Città, ogni scenario o cortocircuito da «resa dei conti».
(comunicato stampa)
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SEL di Udine condivide la posizione e la scelta di astensione del proprio consigliere Federico Pirone in merito alla delibera di adozione del Piano Regolatore, frutto di un percorso condiviso e consapevole di analisi e valutazione del documento discusso in sede di Consiglio Comunale in data odierna.
Il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto l’azione politica di Sel all’interno della maggioranza ci impone di operare, anche in questa occasione, in termini assolutamente positivi e costruttivi. SEL di Udine, nonostante le criticità evidenziate dal consigliere Pirone e i tempi assolutamente insufficienti per la discussione di un documento di così rilevante complessità, condivide e sostiene un voto di astensione, teso ad indicare un impegno verso un confronto all’interno della maggioranza volto ad ottenere miglioramenti ed integrazioni nelle fasi successive all’adozione del piano nel senso da noi indicato.
(comunicato stampa)
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Il Circolo di SEL di Udine saluta il risultato dei referendum come l’affermazione di una volontà popolare che, in questi giorni, pare cambiare il volto del nostro Paese.
Volontà popolare che reclama a gran voce nuove regole di cittadinanza e partecipazione, regole impregnate di senso della responsabilità pubblica e civile.
Volontà di cambiamento che attraversa anche la città di Udine che, con il quorum raggiunto e l’auspicabile successo dei SI, prende parte a questa grande lezione di partecipazione e pratica di democrazia.
Oggi ha vinto l’Italia migliore e SEL di Udine festeggia con orgoglio anche suo visto l’impegno che, a partire dal 15 aprile scorso, ci ha portati ad essere costantemente presenti in città nell’opera di informazione e pubblicizzazione dell’appuntamento referendario. Opera costruita a fianco delle altre forze politiche, dell’associazionismo e della società civile di Udine.
Opera che, guardando al presente e al futuro della città, ha voluto dimostrare il ruolo e la capacità di SEL di contribuire alla crescita, alla coesione e al rafforzamento del centrosinistra cittadino.
(comunicato stampa)
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Risposta ad artico Messaggero Veneto (Cronaca di Udine pag. III) di quest’oggi. Ogni violenza, da qualunque parte essa provenga, è un atto inaccettabile e una ferita, quando la città ne diventa lo scenario, civile. E questa inaccettabilità riguarda tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano.
Pertanto, le esternazioni dell’organizzazione Fiamma Tricolore espresse quest’oggi (21 aprile) sulla stampa locale – esternazioni sui gravi fatti accaduti nello scorso week-end relativi alla vicenda del ferimento di una persona quale risultato di una rissa di strada – rappresentano il solito ritornello in cui la città viene dipinta come una Gotham City, luogo oscuro di malvagità e sopraffazione.
Ritornello che, alla tanta cittadinanza perbene italiana e non di cui si compone Udine, potrebbe risultare offensivo e, soprattutto, irresponsabile per i contenuti tesi a fomentare divisioni di carattere razziale (che in città
sono poca cosa) e una visione distorta e negativa della persona straniera.
Atteggiamento culturale che difetta in ambizione politica perché, mentre si chiude a strumentalizzare vicende di ordine pubblico, resta incapace di guardare ai reali problemi della città quali, ad esempio, il lavoro, la qualità della vita e il benessere della comunità, il futuro e le opportunità per i giovani. Ma non solo. Resta incapace di guardare alla crisi del Paese che, prima che politica, è morale e civile.
Per quanto riguarda la data del 25 Aprile credo opportuno ricordare che Udine è città Medaglia d’oro al valore militare per i meriti conseguiti nella lotta di liberazione antifascista. Data, quella della Festa di Liberazione, che non dovrà essere oltraggiata da comportamenti lesivi del valore e dell’onore di quei tanti italiani (e stranieri!) che hanno contribuito alla nostra democrazia e libertà nazionali.
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Così impostata, la vicenda della collocazione del Museo Friulano di Storia Naturale rischia di favorire scelte sbagliate senza via di uscita. Vogliamo chiarire alcuni punti del dibattito.
Le opere pubbliche, come quella del Museo, non possono essere separate da una programmazione generale urbana. Programmazione che necessita di strumenti appropriati come quelli in corso di elaborazione: il Piano Regolatore Generale Comunale e il Piano Urbano della Mobilità. Programmazione, quella di collocazione del museo, che necessità di tutti gli Assessorati utilizzatori di questi strumenti.
Un museo, non è solo un problema strutturale e di individuazione di un possibile contenitore, ma anche – e soprattutto – di “contenuto”. Perché il futuro del Museo si deve legare ad un progetto di sviluppo culturale più ampio che punti a fare di Udine la capitale in Regione della biodiversità, in un quadro di turismo scientifico e scolastico internazionale.
Progetto, inoltre, che deve guardare alla sostenibilità e natura dell’investimento (certamente significativo in relazione alla crisi economica in atto e ai pesanti indebitamenti che potrebbe comportare).
Fase che con più responsabilità dovrebbe aiutare:
- A non commettere errori nella definizione delle priorità delle opere (ci si domanda, ad esempio, la funzione del parcheggio di milioni di euro previsto per l’area dell’ex caserma dei vigili del fuoco quando, nelle vicinanze, insistono già altri parcheggi: Andreuzzi/S.Giorgio, Magrini, Tribunale e Venerio, nonché le stazioni dei bus e dei treni).
- A riflettere sul modello di intervento (modello che guarda ad una azione radicale e non tanto ad un intervento conservativo e di recupero, forse maggiormente rispondente ad una logica economicistica dal profilo flessibile, come da studio di fattibilità presentato nel 2010 dove per questa ipotesi era indicato un costo di poco superiore alla metà attualmente in discussione).
- A comprendere l’esatto valore della «soluzione più economica», quando si ipotizzano scelte di collocazione del Museo diverse da quella originale dell’ex caserma (quanto assomma la natura del risparmio?).
(comunicato stampa scritto assieme a Federico Pirone e pubblicato anche in sinistraecologialibertaudine.it)
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Vedo le immagini provenienti da Terzigno. Sono foto dove non so più se quello che guardo proviene da un paese della provincia di Napoli o da Gaza. O da da qualche altro luogo del pianeta che non riesco a fare entrare in Italia. Immagini di una coralità isolata e rabbiosa come in un funerale palestinese.
Il Paese si trasforma e si separa prima. Prima della politica. Si separa in disperazioni e solitudini lontane. Antropologicamente e geograficamente lontane. Una lontananza che ci raggiunge e che sembra provenire da un altro mondo dove, pare, non ci sono più risposte e comprensione.
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