Antonio Crialesi – Blog








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zingari

Restando a quanto ho scritto in alcuni post precedenti – in generale riguardanti il Pd, il Centrosinistra, il dopo-elezioni… – devo ammettere che provo un profondo senso di vuoto in questo “dopo”. Il disagio deriva dal fatto che non trovo più nelle parole della politica una forza (e nemmeno il suo contrario) capace di sostenere e accompagnare una interpretazione dei fatti del mondo… e mi rivolgo, in questo caso, alla sola capacità di spiegare. E tra questi “fatti del mondo” c’è Ponticelli con la sua carica di odio razziale, l’incultura xenofoba di una folla codarda e marginalizzata e il fatto strumentale di un governo che mostra muscoli e denti così come promesso… maneggiando male gli umori sprigionati dal fuoco. Ma Ponticelli è anche qualcosa d’altro. Diventa lo spazio dove è misurabile la trasformazione di una parte consistente della cultura democratica e di sinistra del Paese. Misura che tiene conto anche delle parole pronunciate dal sindaco V. De Luca la scorsa settimana alla trasmissione Annozero: un richiamo alla “sicurezza” e all’efficienza del fare che, rumorosamente, guarda ai propri intestini (voti ed elettorato senza anima) e copre civiltà, democrazia e comprensione del mondo… di “impresari della paura” parlava in quella sede S. Rodotà (la trasmissione, per chi non avesse visto). Proviamo a cominciare da qui. Per il Partito Democratico non è un tempo marginale e scarso d’avvenimenti. C’é “materiale” per iniziare a costruire una visione sociale, culturale e civile del Paese e, da questa, identità politica, novità e finalmente proposta. Sarà un lavoro duro… credo. Duro perché, davanti ad un mondo diverso e lontano, la risposta non è l’eloquio della ronda o il silenzio sbiadito che assumiamo nel sentire i suoi passi… che sia Ponticelli o Verona o altro ancora.
Chiudo con queste parole di L. Ciotti pubblicate (per intero) qui:
Cara signora, ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi … Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare

Pubblicato da antonio Maggio 2008


One Response to “zingari”

[...] perché genera confusione spaventata e ipocrita attorno al tema della sicurezza agganciando – tale materia – non tanto al tema serio, delicato e del tutto inedito nelle forme dell’odierna incertezza sociale e materiale (lavoro, ridotta emancipazione, ambiente, prospettive vitali…), ma alla crudità di una cultura dell’intolleranza razziale, religiosa e xenofoba (il sito di Sos Italia è un abbecedario linguistico e contenutistico abbastanza esplicativo… gli impresari della paura); [...]

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